Il saldatore a stagno è un utensile elettrico utilizzato per ottenere unioni stabili tra vari componenti nel campo dell’elettronica e nella lattoneria per mezzo di stagno riscaldato fino al punto di fusione.
In realtà, non viene realizzata una saldatura, ma una brasatura: infatti la fusione non riguarda i pezzi da unire, ma solo il materiale d’apporto che è lo stagno. Questo non è allo stato puro, ma una sua lega proposta in varie forme: la più utilizzata è costituita da un filo di 1-2 mm di diametro avvolto su un rocchetto, ma si possono trovare anche barrette o striscioline.
Come funziona
Al suo interno è racchiusa una resistenza che si riscalda fino a 350-400 °C e trasmette il calore a una punta in materiale altamente conduttivo (di solito rame) in grado di sciogliere lo stagno in pochi istanti. Lo stagno fuso si deposita sulle parti e, appena cessa il contatto con la punta, si raffredda realizzando un’unione stabile.
Il saldatore a stagno per uso hobbistico ha di solito una potenza compresa tra 15 e 30 W, mentre quelli più performanti hanno una potenza compresa tra 50 e 150 W o superiore.
Tipi di saldatore a stagno
Per prima cosa dobbiamo distinguere tra saldatori “normali” e saldatori istantanei.
I primi montano resistenze tarate alla tensione di rete (220 volt), si riscaldano lentamente ma, una volta raggiunta la temperatura, la conservano a lungo. I saldatori istantanei contengono un trasformatore che riduce la tensione elettrica a pochi volt, le punte si scaldano in 5-7 secondi e si raffreddano altrettanto rapidamente.
La seconda suddivisione è sostanzialmente legata alla forma del saldatore, perciò possiamo distinguere tra:
– saldatore a stilo (o a penna)
– saldatore a pistola
– saldatore a mazzetta
– stazione di saldatura
Il saldatore a stilo ha sostanzialmente la forma di una grossa penna e si impugna come tale; termina con un puntale intercambiabile ed è particolarmente indicato nei lavori di precisione, per esempio per la saldatura di componenti elettronici su schede.
Il saldatore a pistola, per la sua forma e il peso del trasformatore racchiuso nella carcassa (la corrente a 220 V viene trasformata a bassa tensione), è decisamente più ingombrante e meno pratico da utilizzare nei lavori continuativi perché stanca il polso. La resistenza entra in funzione soltanto quando si preme il grilletto, la punta raggiunge la temperatura utile in meno di 5 secondi e il grilletto va tenuto premuto per tutta la durata della saldatura perché rilasciandolo si raffredda e perde istantaneamente efficacia. La punta, intercambiabile, ha una forma a U e dispone di due attacchi.
Il saldatore a mazzetta viene utilizzato per lo più in lattoneria per unire lamiere fondendo barrette o strisce di stagno e ha un grosso puntale a forma di tronco di cono; la potenza è molto elevata, circa 300-500 watt. Oltre alla versione elettrica esiste anche una versione a gas.
La stazione di saldatura è la scelta ideale per chi effettua saldature frequenti e per lunghe sessioni. Il saldatore vero e proprio è del tipo a stilo ed è collegato a una stazione che permette di impostare una determinata temperatura, mantenuta costante da un microprocessore; si evitano così temperature eccessive che possono danneggiare alcuni componenti sottoposti a saldatura.
Io avevo un saldatore a stagno che mi è stato rubato e che non riesco piu a trovare. Aveva i terminali con attacco grosso che si assottigliavano sulle punte. Dove posso trovarlo?